Prostitute in servizio
Nello scandalo del Secret Service c’è un’eroina che piace molto a Obama
Barack Obama ha buone ragioni per non ingrossare la vicenda degli agenti del Secret Service che a Cartagena, in Colombia, hanno passato notti degne di “studenti del college durante lo spring break” (il paragone è del senatore Joe Lieberman) mentre preparavano l’arrivo del presidente. Meglio non picchiare con troppa foga, ragiona la Casa Bianca, sugli angeli custodi del presidente, anche quando si ubriacano senza ritegno e finiscono per portarsi in albergo prostitute, rifiutandosi poi di pagarle la cifra pattuita.
8 AGO 20

New York. Barack Obama ha buone ragioni per non ingrossare la vicenda degli agenti del Secret Service che a Cartagena, in Colombia, hanno passato notti degne di “studenti del college durante lo spring break” (il paragone è del senatore Joe Lieberman) mentre preparavano l’arrivo del presidente. Meglio non picchiare con troppa foga, ragiona la Casa Bianca, sugli angeli custodi del presidente, anche quando si ubriacano senza ritegno e finiscono per portarsi in albergo prostitute, rifiutandosi poi di pagarle la cifra pattuita. Dei dodici agenti coinvolti, sei sono stati licenziati o sospesi in attesa dell’indagine del Congresso. Obama ha lasciato che fosse il suo consigliere David Axelrod a dire che la “situazione è allarmante” e che “indagheremo senza sosta” sulle responsabilità degli agenti, ma il presidente deve ringraziare quella che sta emergendo come l’eroina dello scandalo. Paula Reid, da poco nominata capo dell’ufficio di Miami del Secret Service – le operazioni sudamericane fanno riferimento a quella divisione – è l’impianto di raffreddamento dei bollori caraibici che hanno colto gli agenti. Poche ore dopo la rivolta di una prostituta che aveva ricevuto soltanto 30 dollari dal suo cliente governativo, Reid ha ordinato un’indagine istantanea, ha riferito l’accaduto ai suoi superiori e ha rispedito in patria gli undici agenti che alloggiavano al Caribe Hotel.
Ora si sta occupando del “dodicesimo agente”, quello che alloggiava all’Hilton, lo stesso che avrebbe ospitato Obama qualche ora dopo lo scandalo. 46 anni, originaria del Maryland, Reid è il volto severo ed efficiente di un Secret Service impantanato in una storia sordida, e non è un caso che il portabandiera del riscatto sia donna. Ogni mattina Reid arriva alle 5 e mezza in palestra, alle sette è alla scrivania, e molti colleghi maschi non sopportano la sua irreprensibile bravura. Da sempre sostiene che le donne possono fare lo stesso lavoro dei colleghi maschi, e a Cartagena ha dimostrato che possono fare anche di meglio.